| Luce nel tunnel della stampa ticinese? (Stazione di Lugano 2013) |
Conferenza introduttiva al corso estivo “Le tableau de la Suisse” Palazzo dei Congressi, Lugano, 07/09/2013
Resoconto di Costanza Naguib (Fondazione Svizzera degli Studi)
Sono intervenuti alla
conferenza il sig. Salvioni, in rappresentanza de La Regione e il sig.
Foa, amministratore delegato del Corriere del Ticino.
Situazione del Canton
Ticino
Il Canton Ticino si trova
in una posizione privilegiata, in quanto è l’unico cantone svizzero ad avere
più di un quotidiano e dei giornali legati ad un partito politico. E’ stato
subito evidenziato il fatto che, in passato, i quotidiani ticinesi fossero sette,
per poi ridursi a tre; oggi sono solo due (La Regione e Corriere del Ticino)
e uniscono spesso le loro forze.
Come mai quotidiani
diversi riescono a sopravvivere in Ticino? Forse parte del merito deriva dalla
presenza peculiare della lingua
italiana, che permette
al cantone di
beneficiare delle campagne nazionali; altra ragione risiede nel
fatto che il Ticino è diviso dal MonteCeneri in due zone ben definite; il Corriere
del Ticino, infatti, è più letto nel Sottoceneri. La forte identificazione
dei lettori con le due regioni è in questo caso una fortuna, perché
contribuisce a salvaguardare la pluralità dell’informazione. Altra possibile
spiegazione della diversità mediatica ticinese risiede forse nella più intensa
passione per la lotta politica che si riscontra all’interno di questa regione.
Il sig. Foa ha rilevato
come il Corriere del Ticino sia una fondazione fin dalla sua origine
(122 anni fa), coerentemente con l’intenzione del fondatore di garantire la
libertà politica e il servizio ai lettori, senza avere come unico obiettivo il
perseguimento di un profitto.
Più informazioni ma meno
ricordate
Una domanda senza dubbio
attuale è quale sia il futuro della stampa scritta; a questo proposito bisogna
riconoscere che i giornali cartacei resistono di più in Ticino rispetto agli
altri cantoni, si assiste ad una sostanziale stabilità piuttosto che ad un
declino. A questo proposito è stato proposto il concetto di multimedialità,
intesa come la necessità di proporre l’informazione ai lettori nella forma che
è a loro più gradita; si tratta di una caratteristica essenziale al giorno d’oggi
per chiunque voglia occuparsi di informazione.
| I media - consumo cartaceo, consumo online? |
Al giorno d’oggi, infatti,
la tendenza è quella di ricercare sempre più un’informazione di tipo twitter,
rapida, che permetta un aggiornamento istantaneo e gratuito, seguito in un
secondo momento da un approfondimento
sui giornali a
pagamento. Quale punto
di equilibrio è
possibile tra queste
due modalità di fruizione dell’informazione? Non esistono risposte a
priori; il rischio, tuttavia, è quello di avere a disposizione maggiori
informazioni, ma ricordarne un numero minore.
Il destino della democrazia dipende dai media?
Nel corso del dibattito,
sono emerse preoccupazioni relative al ruolo sempre maggiore rivestito dalla
società Tamedia AG, che controlla l’85% della stampa in Svizzera romanda e il
53% dell’intera stampa svizzera. Questa società, infatti, potrebbe
rappresentare un grande potere politico e pubblicitario; si presenta dunque il
rischio di un monopolio che sarebbe
assai poco desiderabile nel settore dell’informazione. La domanda è quindi quali rischi possa
rappresentare la posizione dominante di Tamedia e se sia giusto che un singolo
gruppo abbia tanto potere.
A questo proposito i due
relatori hanno risposto che la democrazia elvetica non sembra, almeno per il
momento, messa in pericolo da concentrazioni di potere nel settore
dell’informazione; infatti, la SSR è un monopolio e le televisioni private non
raggiungono dimensioni paragonabili. La cultura democratica elvetica, inoltre,
è molto forte. sebbene attualmente sia sottoposta a notevoli pressioni esterne
(ad esempio da parte degli USA o dell’Unione Europea). Ad ogni modo, è
stata espressa la preoccupazione che la
politica non si accorga
dell’importanza del pluralismo
nella stampa svizzera al fine di salvaguardare la democrazia.
Attenti agli Spin doctors
Attenti agli Spin doctors
In chiusura, il sig. Foa
ha presentato la sua teoria degli spin doctors o stregoni della notizia;
secondo questa teoria, si tratta di individui che ostacolano i giornalisti
nella loro ambizione di permettere ai cittadini di formarsi un’opinione
oggettiva. I giornalisti, infatti, verificano le notizie con le istituzioni
interessate, ma se all’interno delle stesse c’è un comunicatore con interessi
specifici da proteggere, quest’ultimo sarà in grado di manipolare le informazioni
alla fonte, contribuendo alla diffusione di notizie che alla fine si
riveleranno false. E’ particolarmente importante, dunque, che i giornalisti
siano consapevoli del fatto che le
notizie che ricevono potrebbero aver subito tale manipolazione e che prestino dunque particolare attenzione
alla fase della verifica delle stesse.
Costanza Naguib
Costanza Naguib
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