06/12/2013

Dibattito sui media nel Canton Ticino (e oltre)


Luce nel tunnel della stampa ticinese? (Stazione di Lugano 2013)

Conferenza introduttiva al corso estivo “Le tableau de la Suisse” Palazzo dei Congressi, Lugano, 07/09/2013

Resoconto di Costanza Naguib (Fondazione Svizzera degli Studi)
Sono intervenuti alla conferenza il sig. Salvioni, in rappresentanza de La Regione e il sig. Foa, amministratore delegato del Corriere del Ticino.
Situazione del Canton Ticino
Il Canton Ticino si trova in una posizione privilegiata, in quanto è l’unico cantone svizzero ad avere più di un quotidiano e dei giornali legati ad un partito politico. E’ stato subito evidenziato il fatto che, in passato, i quotidiani ticinesi fossero sette, per poi ridursi a tre; oggi sono solo due (La Regione e Corriere del Ticino) e uniscono spesso le loro forze.
Come mai quotidiani diversi riescono a sopravvivere in Ticino? Forse parte del merito deriva dalla presenza peculiare  della  lingua  italiana,  che  permette  al  cantone  di  beneficiare  delle  campagne nazionali; altra ragione risiede nel fatto che il Ticino è diviso dal MonteCeneri in due zone ben definite; il Corriere del Ticino, infatti, è più letto nel Sottoceneri. La forte identificazione dei lettori con le due regioni è in questo caso una fortuna, perché contribuisce a salvaguardare la pluralità dell’informazione. Altra possibile spiegazione della diversità mediatica ticinese risiede forse nella più intensa passione per la lotta politica che si riscontra all’interno di questa regione.
Il sig. Foa ha rilevato come il Corriere del Ticino sia una fondazione fin dalla sua origine (122 anni fa), coerentemente con l’intenzione del fondatore di garantire la libertà politica e il servizio ai lettori, senza avere come unico obiettivo il perseguimento di un profitto.
Più informazioni ma meno ricordate
Una domanda senza dubbio attuale è quale sia il futuro della stampa scritta; a questo proposito bisogna riconoscere che i giornali cartacei resistono di più in Ticino rispetto agli altri cantoni, si assiste ad una sostanziale stabilità piuttosto che ad un declino. A questo proposito è stato proposto il concetto di multimedialità, intesa come la necessità di proporre l’informazione ai lettori nella forma che è a loro più gradita; si tratta di una caratteristica essenziale al giorno d’oggi per chiunque voglia occuparsi di informazione.
I media - consumo cartaceo, consumo online?
Al giorno d’oggi, infatti, la tendenza è quella di ricercare sempre più un’informazione di tipo twitter, rapida, che permetta un aggiornamento istantaneo e gratuito, seguito in un secondo momento da un approfondimento  sui  giornali  a  pagamento.  Quale  punto  di  equilibrio  è  possibile  tra  queste  due modalità di fruizione dell’informazione? Non esistono risposte a priori; il rischio, tuttavia, è quello di avere a disposizione maggiori informazioni, ma ricordarne un numero minore.
Il destino della  democrazia dipende dai media?
Nel corso del dibattito, sono emerse preoccupazioni relative al ruolo sempre maggiore rivestito dalla società Tamedia AG, che controlla l’85% della stampa in Svizzera romanda e il 53% dell’intera stampa svizzera. Questa società, infatti, potrebbe rappresentare un grande potere politico e pubblicitario; si presenta dunque il rischio di un   monopolio che sarebbe assai poco desiderabile nel settore dell’informazione.  La domanda è quindi quali rischi possa rappresentare la posizione dominante di Tamedia e se sia giusto che un singolo gruppo abbia tanto potere.
A questo proposito i due relatori hanno risposto che la democrazia elvetica non sembra, almeno per il momento, messa in pericolo da concentrazioni di potere nel settore dell’informazione; infatti, la SSR è un monopolio e le televisioni private non raggiungono dimensioni paragonabili. La cultura democratica elvetica, inoltre, è molto forte. sebbene attualmente sia sottoposta a notevoli pressioni esterne (ad esempio da parte degli USA o dell’Unione Europea). Ad ogni modo, è stata  espressa  la preoccupazione  che  la politica  non  si accorga  dell’importanza  del pluralismo nella stampa svizzera al fine di salvaguardare la democrazia.

Attenti agli Spin doctors
In chiusura, il sig. Foa ha presentato la sua teoria degli spin doctors o stregoni della notizia; secondo questa teoria, si tratta di individui che ostacolano i giornalisti nella loro ambizione di permettere ai cittadini di formarsi un’opinione oggettiva. I giornalisti, infatti, verificano le notizie con le istituzioni interessate, ma se all’interno delle stesse c’è un comunicatore con interessi specifici da proteggere, quest’ultimo sarà in grado di manipolare le informazioni alla fonte, contribuendo alla diffusione di notizie che alla fine si riveleranno false. E’ particolarmente importante, dunque, che i giornalisti siano consapevoli  del fatto che le notizie che ricevono  potrebbero  aver subito tale manipolazione  e che prestino dunque particolare attenzione alla fase della verifica delle stesse.
Costanza Naguib
Costanza Naguib

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